L’EDUCAZIONE ALIMENTARE COME STRUMENTO DI PREVENZIONE DEI DISTURBI ALIMENTARI

L’EDUCAZIONE ALIMENTARE COME STRUMENTO DI PREVENZIONE DEI DISTURBI ALIMENTARI

Ogni anno, il 15 marzo, si celebra la Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla dedicata alla sensibilizzazione dei disturbi dell’alimentazione. La giornata del Fiocchetto Lilla, simbolo americano della lotta ai disturbi alimentari, è stata ufficialmente introdotta nel decreto 2018 grazie all’impegno di Stefano Tavilla, presidente dell’associazione “Mi nutro di vita”, e la cui figlia diciassettenne ha perso la vita nel 2011 a causa di problemi di bulimia mentre era in attesa di essere ricoverata in un centro di cura specializzato.

In Italia, come nel mondo, le patologie legate all’alimentazione sono in forte aumento: dal 2019 al 2022 si è osservato un aumento di 40% di nuovi casi che sono passati da 681 mila a 1,5 milioni sul territorio italiano. La situazione è critica: per il 2023, l’Istituto Superiore di Sanità riferisce di un totale di 3 milioni di casi nel Paese, il che equivale al 5% della popolazione. La popolazione femminile è la più colpita, con un rapporto di 9 donne per 1 uomo, ma va aggiunto che le patologie sono in crescita anche negli uomini, in particolare nei giovani. I disturbi alimentari sono un vero problema di salute pubblica, il bilancio delle vittime è elevato: solo nel 2023, sono stati registrati 4.000 decessi legati a disturbi alimentari (Istituto Superiore di Sanità 2023).

Tuttora, sono 22 mila i pazienti che vengono ricoverati nelle 126 strutture dedicate alla cura presenti sul territorio. Il Ministero della Salute ne ha contabilizzati 63 al Nord, 23 al Centro Italia e 40 nel Sud e nelle Isole. Nonostante l’aumento dei casi, il Fondo per la lotta contro i disturbi alimentari di 25 milioni per l’anno 2022-2023 non è stato rinnovato con la Legge di Bilancio 2024, reintegrati con un emendamento al decreto Milleproroghe per il 2024, a seguito delle manifestazioni svolte il 19 gennaio scorso.

I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) sono patologie caratterizzate da un rapporto distorto con il cibo, da un’alterata percezione del proprio corpo e da una grande preoccupazione per il proprio fisico. Nei DNA, il cibo non è il problema di per sé, ma diventa il mezzo per esprimere un disagio interiore o un disturbo psichico. I DNA compromettono la salute e il metabolismo, e se non vengono trattati, si trasformano in una condizione permanente con gravi conseguenze sugli apparati del corpo e sugli organi e possono persino portare alla morte. A livello fisico, i sintomi si manifestano in varie forme come comportamenti ossessivi; ansia
o depressione; perdita o aumento del peso, disturbi dell’umore; isolamento…

Riconoscere i campanelli d’allarme dei disturbi alimentari è essenziale, soprattutto perché le persone vengono colpite in età sempre più giovane (l’età di esordio è scesa a 12 anni): si parla ormai di bambini che si confrontano con anoressia, bulimia nervosa o ancora binge eating (disturbo da alimentazione incontrollata) nella loro vita quotidiana. Secondo uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità sulle dipendenze comportamentali nella Generazione Z, più di 1.152.000 adolescenti tra 11 e 17 anni sono a rischio di “food addiction”. Il 9.3% di essi presenta un rischio di tipo grave, con potenziali conseguenze di cadere nella depressione. I numeri sono
allarmanti: per gli adolescenti, i disturbi alimentari rappresentano la secondo causa di morte dopo gli incidenti stradali.

L’educazione alimentare gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione dei disturbi alimentari. Attraverso percorsi di educazione alimentare svolti nelle mense scolastiche, Slow Food si impegna con i bambini per aiutarli a sviluppare un rapporto sano con il cibo, proponendo attività basate sull’esperienza sensoriale. Oggi è determinante dare ai bambini gli strumenti per costruire un approccio consapevole all’alimentazione e fare in modo che i canoni di bellezza veicolati dai mass media non creino in loro un senso di inadeguatezza. Ricordiamoci che dieta, qualità del cibo e stili di vita giocano un ruolo determinante per la nostra salute e quella dei nostri figli.
 
di Roxane Escalettes

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