Aumentano i minori senza un pasto sicuro al giorno. STOP alla povertà alimentare

Aumentano i minori senza un pasto sicuro al giorno. STOP alla povertà alimentare
Secondo l’ultimo rapporto ISTAT, nel 2022 il 47,7 % dei giovani tra i 18 ei 34 anni mostra almeno un segnale di deprivazione in uno dei cosiddetti domini chiave del benessere, tra Istruzione e lavoro, Coesione sociale, Salute, Benessere soggettivo e Territorio. Di questi giovani oltre 1,6 milioni mostra segnali di povertà in almeno due domini di quelli precedentemente elencati , con particolare attenzione alla fascia d’età 25-34 anni che sembrerebbe quella più vulnerabile.

In Italia la trappola della povertà, è un meccanismo che risulta più intenso rispetto alla maggior parte dei paesi europei, infatti è molto probabile che un bambino o un adolescente che versi in condizioni di indigenza durante la sua infanzia diventi un adulto povero. Questo accade perché l’Italia spende per le prestazioni sociali erogate alle famiglie e ai minori una quota estremamente esigua, quasi la metà rispetto alla quota erogata nel resto dell’Europa. La scarsa erogazione delle prestazioni sociali agli aventi diritto alimenta inevitabilmente il fenomeno della Povertà Alimentare. 
 
Secondo la quarta edizione del report “Frammenti da ricomporre” di Actionaid sono sei milioni le persone residenti nel nostro Paese e con almeno 16 anni di età a essere in una condizione di povertà alimentare. A livello socio-economico la deprivazione alimentare materiale o sociale – misurata come l’impossibilità di fare un pasto completo almeno una volta ogni due giorni e come l’impossibilità di mangiare fuori casa almeno una volta al mese – risulta più diffusa fra i disoccupati con il 28,3% del totale. Seguono gli stranieri (23,1%), le persone inabili al lavoro (22,3%) e chi vive in una casa in affitto (22,6%) o nelle aree metropolitane (13,3%). Particolarmente colpiti sono i giovani nella fascia tra i 19 e i 35 anni (12,3%) e gli adulti tra i 50 e i 64 anni di età (12,7%). Mentre a livello geografico il fenomeno si concentra nel Sud e nelle Isole.
Per quanto riguarda la Capitale, dal rapporto della Caritas ”Città parallele” emerge come, anche nel 2022, la richiesta di sostegno alimentare rappresenta il principale tipo di intervento e riguarda il 69,7% delle persone intervistate. Nelle tre mense sociali prese in esame sono state registrate 9.148 presenze, 4.092 delle quali per la prima volta. Ma il dato che sorprende più di tutti è la presenza di 698 minori stranieri non accompagnati, quasi 8% del totale.

Questo ci restituisce un quadro chiaro e preoccupante: continua a crescere il numero di minori che non hanno accesso a un pasto sicuro al giorno, che vertono in condizioni di povertà a causa della diminuzione e, in taluni casi, dell’abrogazione delle misure di protezione sociale e di sostegno al reddito destinate alle loro famiglie che, seppur sappiamo insufficienti a risolvere del tutto il fenomeno, sono fondamentali per evitare che la povertà alimentare cresca come sta già accadendo. 
 
Questa parabola discendente deve essere arrestata, non possiamo permettere che questi dati aumentino, con il potere di acquisto delle famiglie che si è ridotto notevolmente, ma il prezzo non lo possono pagare i minori. L’impegno di Slow Food Roma nell’ambito della Food Policy Romana ve lo abbiamo raccontato attraverso atti concreti che giorno dopo giorno mettiamo in essere e in cantiere cercando di restituire a chi fa parte della fascia di popolazione meno abbiente la dignità del “nutrirsi”.
Anche per questo abbiamo deciso di impegnarci nel Consiglio del Cibo e in particolare nel Tavolo dedicato alla refezione scolastica, la refezione collettiva e l’educazione alimentare. Perché il cibo buono, pulito e giusto deve essere per tutte e per tutti, a cominciare dalle bambine e dai bambini. Il 17 novembre, alla prossima riunione dell’Assemblea del Consiglio del Cibo porremo di nuovo all’attenzione di tutte le realtà aderenti questo problema a cui è urgente trovare una soluzione.

di Stefanina Sgambati

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