Educare Slow

 

educare slow8994218c785fd2f53d8b5675087326acSlow Food si occupa di educazione alimentare e del gusto dei grandi e dei più piccoli per allenare i sensi a riscoprire il gusto dei sapori e per nutrire la mente con il sapere del cibo.
Crediamo nell’importanza del piacere e insieme del valore culturale, sociale, nutrizionale e ambientale di che ciò che mangiamo. Educare per noi significa promuovere il piacere del cibo, la riscoperta del convivio, la consapevolezza nelle scelte di acquisto, il rispetto delle stagioni e valorizzare la diversità dei sapori e dei luoghi: con i Master of Food, il progetto “Orto in Condotta” e molto altro ancora ci impegniamo ad educare a stili di consumo alimentare buoni, puliti e giusti.
La Condotta organizza incontri di formazione sull’Associazione e le sue attività, sul suo impegno in Italia e nel mondo per cambiare le condizioni di vita e migliorare lo stato del pianeta. Gli incontri sono aperti a studenti provenienti da tutto il mondo e gruppi di adulti in visita a Roma. Nel corso degli anni abbiamo ospitato nella nostra sede giapponesi, inglesi, americani, francesi, brasiliani. L’incontro si conclude sempre con una degustazione di terramadre_alice_salone375_0prodotti, vino o birra artigianale.

Su richiesta abbiamo organizzato anche pranzi o cene in osterie Slow alla presenza di una ‘guida’ Slow food.

 

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Come il cibo e lo stile di vita ci hanno cambiato.                                                                                                                                                                                               di Valeria Flagiello

Seyan si è svegliato da qualche minuto ed è già in attività: mastica qualche fetta di cocco, corre tra i cespugli e va a svegliare i suoi amichetti. Va a piedi a scuola e a mezzogiorno torna a casa. Giusto il tempo di pranzare e rileggere la lezione e sta già pensando al suo prossimo impegno: la casa sull’albero, che ha costruito quest’estate con il papà e i suoi fratelli.

Quasi tutte le attività di Seyan sono all’aperto e i cibi che mangia sono naturali e non eccessivamente modificati.

Dall’altra parte del mondo un suo lontano cugino, Andrea, sta facendo colazione con latte e biscotti, abbastanza grassi e zuccherini. Va a scuola fino all’ora di pranzo e torna a casa, dove rimarrà qualche ora a studiare. Durante le pause farà una ricca merenda guardando la tv o giocando a videogame e, se avrà tempo (e voglia), andrà a lezione di nuoto o a passeggiare con la nonna al parco.

Questa è l’evoluzione che, a grandi linee, ha subito e continua a subire l’odierna “Società del Benessere”, colpita da un’incidenza sempre maggiore di allergie e di malattie di origine alimentare, come diabete e obesità.

Attualmente i bambini, così come gli adulti, mangiano troppo e male.

Le tappe storiche

E’ per questo che negli ultimi decenni vi è stata una notevole diffusione di progetti e conferenze (“Prima Conferenza Nazionale per l’Educazione Alimentare” – Roma, 1975; Convegno di Bologna per “L’Educazione Alimentare in Europa”, 1981; “Conferenza di Rio de Janeiro” sullo Sviluppo Sostenibile, 1992; “Seconda Conferenza Nazionale per l’Educazione Alimentare” – Roma, 2001; “Strategia Globale per la Dieta, l’Attività Fisica e la Salute”, OMS, 2004; “Strategia UNECE per l’educazione per lo sviluppo sostenibile” – Vilnius, 2005) finalizzate alla rivalutazione della sicurezza alimentare e alla riscoperta del momento nutritivo nel suo complesso, che hanno espresso l’improrogabile bisogno di educare (o, forse, ri-educare) la società ai valori di una corretta cultura alimentare e di uno sviluppo sostenibile.

Lo stesso MIUR ha accolto tale necessità elaborando nel 2005 le Linee Guida per un Corretto Stile di Vita, nel 2009 le Linee Guida per l’Educazione Ambientale e allo Sviluppo Sostenibile e nel 2011 le Linee Guida per l’Educazione Alimentare, in cui riconosce e attribuisce proprio alla scuola il ruolo-chiave di promotrice di un “processo di reale cambiamento dei comportamenti alimentari” (Programma “Scuola e Cibo”), coinvolgendo anche enti esterni quali le famiglie, l’industria alimentare, il mondo agricolo, la distribuzione, la vendita e la comunicazione.

A ben vedere, un’alimentazione adeguata è considerata già un diritto inalienabile nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, adottata dall’Assemblea delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948.

L’articolo 25 della stessa Dichiarazione recita, infatti: “Ogni individuo ha il diritto a un tenore di vita su­fficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, e ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà. La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure e assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale”.

I consigli dell’esperto

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Dott. Andrea Bartuli, primario del Bambin Gesù

Dalla maggior parte delle attività riguardanti l’educazione alimentare degli ultimi decenni è emerso chiaramente che il cibo e lo stile di vita incidono in maniera pregnante sul benessere degli individui.

I primi passi sono quelli  determinanti  per la salute futura del bambino: nella stragrande maggioranza dei casi, sono da ricercare, infatti, proprio nelle abitudini alimentari dei primi anni di vita i presupposti di patologie come il diabete o l’ipercolesterolemia.

Tutti i cibi di “nuova generazione” sono alla portata dei nostri figli in ogni momento della giornata ed è perciò molto importante fissare delle regole sane, condivise dalla comunità scientifica.

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Molte di queste informazioni, in realtà, fanno già parte della nostra coscienza, dobbiamo soltanto metterle in pratica, ricordando che piatti come riso con verdure, ribollita, zuppa di pane e legumi sono pasti da riscoprire, piatti unici con un elevato valore nutrizionale e simbolico, ricco di immagini legate al piacere della preparazione dei piatti e alla scelta degli ingredienti di stagione, da soli o in compagnia, senza farsi sopraffare e demotivare dal rintocco delle lancette.

Sta a noi decidere se accettare la sfida o aspettare, indifferenti, che siano gli eventi esterni a gestire noi.

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