“S’impara meglio se il cibo è buono e sano”

Caterina Bilotta 29 dicembre 2021

Milioni di bambini ogni giorno pranzano insieme per motivi di studio.

La pausa mensa è il momento in cui ci si incontra per consumare un atto importante della vita sociale, in cui l’aspetto conviviale “aggiunge valori culturali e sociali all’atto del mangiare”.

La mensa scolastica ha una funzione fondamentale: s’impara meglio se il cibo è buono e sano.

 Se da diversi anni si è affidato alla scuola il compito di guidare i percorsi e gli interventi formativi inerenti all’alimentazione e al cibo,ora è giusto chiedere alle mense che si propongano come luogo dove si possa provare a fare un pranzo sano e a maturare la consapevolezza che una buona alimentazione è fonte di benessere psicofisico.

Una dieta imperniata su alimenti i cui nutrienti aiutano a prevenire le malattie legate al “progresso”e mirata all’eliminazione dei prodotti nocivi può essere letta come un piccolo cambiamento, ma in realtà è un grande passo verso la prevenzione.

 Infatti, nonostante sempre di più venga data attenzione all’alimentazione e alle tante mode alimentari diffuse, l’elevata prevalenza di sovrappeso e obesità infantile costituisce un problema di sanità pubblica a livello mondiale.

 Siamo abbastanza lontani da un corretto bilanciamento dei nutrienti nell’alimentazione “dei nostri bambini”, una tendenza negativa che si riflette anche sulle loro attitudini sportive e sulla sedentarietà, al momento aggravata dalla Pandemia.

In questo difficile scenario, le mense dovrebbero essere uno dei luoghi principali in cui assumere una dieta varia, sana e maturare stili di vita attivi.

Il pasto a scuola dovrebbe rilanciare quindi la dimensione della salute, del benessere, ma anche della tradizione.

Dovrebbe privilegiare una dieta fatta di prodotti semplici, stagionali, di sapori genuini, di colori, rispettosi delle tradizioni eno-gastronomiche ma anche dell’ambiente e di chi li produce, in linea con quanto suggerito dalla Dieta Mediterranea.

Una scelta di qualità, quindi, che alimenti anche la curiosità dei nostri bambini.

Da questa esigenza è nato nel 2004 il progetto Slow Food “ Orto in condotta, un percorso didattico che coinvolge istituzioni, studenti, insegnanti, nonni e produttori locali.

Il progetto è diventato nel tempo un efficace strumento per attività di educazione alimentare e ambientale nelle scuole, in cui i diversi attori sono tutti partecipi dell’apprendimento e della trasmissione alle giovani generazioni dei saperi legati alla cultura del cibo, alla sensorialità del gusto, alla salvaguardia dell’ambiente, alla conoscenza del territorio e dei prodotti locali.

L’orto vuole essere un mezzo per avvicinare i bambini alla natura e, ove possibile, far consumare a mensa quanto prodotto nel corso dell’anno scolastico.

Conoscere la provenienza del cibo, ripercorrere i principali passaggi che porta i prodotti dalla terra alla loro tavola, scoprire sistemi produttivi sostenibili per l’ambiente, la difficoltà di accesso al cibo e lo spreco di altri, può contribuire non soltanto a migliorare la loro dieta ma anche a rielaborare le dinamiche della distribuzione globale del cibo.

La mensa scolastica dovrebbe assumere un ruolo importante all’interno di un percorso che renda ogni bambino non più spettatore passivo, ma un soggetto consapevole delle proprie scelte alimentari.

(Foto: ©Slow Food Italia)