Un Sacco Buono!……un Sacco Pulito e Giusto!

Il Natale quest’anno è con “UN SACCO BUONO”! Natale con i presìdi Slow Food”, il regalo buono, pulito e giusto da donare ai vostri cari!

COSA TROVO NEL SACCO BUONO?
Sono 5 formati. Ciascun Sacco Buono contiene alcuni dei presìdi Slow Food Lazio, prodotti unici e rari del nostro territorio ed altre eccellenze alimentari artigianali del Lazio.

Di seguito trovate tutte le schede prodotto per conoscere ogni dettaglio!

COME PRENOTO UN SACCO BUONO?
Prenotare il Sacco Buono è facilissimo! Basta compilare questo form entro il 30 novembre.

Potrete scegliere se spedire il vostro pacco all’estero, in altre regioni d’Italia o direttamente a casa vostra!
Invieremo tramite e-mail tutte le informazioni necessarie riguardo costi e spedizioni.

QUALCHE DOMANDA IN PIU’?
Scrivici a info@slowfoodroma.it oppure vieni a trovarci presso la sede ufficiale di Slow Food Roma, in Via Petrarca 3, Roma.

SCHEDE PRODOTTI “UN SACCO BUONO! Natale con i presìdi Slow Food”

CACIOFIORE DELLA CAMPAGNA ROMANA

Il “Caciofiore” è una sorta di antenato del Pecorino Romano realizzato con il caglio del cardo selvatico, già descritto da Columella nel suo De Re Rustica nel 50 d.C. 

Il caglio vegetale è l’elemento chiave che caratterizza questo formaggi e lo rende uno dei formaggi di pecora più inusuali al mondo. La crosta giallognola racchiude un cuore di formaggio quasi liquefatto, dalla cremosità sorprendente e dal sapore intenso, non salato, lievemente amaro. A produrlo per noi è il Caseificio De Juliis, sito nel bel mezzo dell’Agro romano, meta di greggi itineranti e stanziali, da cui proviene il latte di pecora di alta qualità con cui realizzano questo incredibile formaggio.

Ciascuna forma ha un peso di ca. 400 gr ed è inserita in una confezione numerata singolarmente, come si fa con le opere d’arte più preziose.

SUSIANELLA DI VITERBO

Tratto da una ricetta che risalirebbe alla civiltà etrusca, ha trovato la sua celebrità tra l’XI e il XV secolo, quando si è diffusa la lavorazione delle frattaglie.

Deriva infatti dalla trasformazione di cuore, fegato, pancreas, pancetta, guanciale e altre rifilature dei suini. La forma è quella tradizionale, a ferro di cavallo o a ciambella, le dimensioni variano dai 30 ai 50 cm di lunghezza con un peso che oscilla tra i 300 e i 500 grammi secondo la stagionatura, che può durare fino ai sei mesi. Pur essendo il salume tradizionale di Viterbo e delle aree agricole circostanti è molto difficile reperirlo ed è possibile acquistarlo sono in alcuni negozi della zona specializzati, come il salumificio Coccia Sesto che abbiamo selezionato, tra i pochi norcini che non ha mai abbandonato questa produzione, salvaguardandola da una inevitabile scomparsa.

LENTICCHIA DI RASCINO

L’altopiano di Rascino è una vasta conca carsica nella zona del Cicolano, in provincia di Rieti, al confine con l’Abruzzo, tra i 900 e i 1300 metri di altitudine. Da sempre luogo di passaggio per i pastori che facevano la transumanza, spostandosi dai pascoli montani a quelli della campagna romana. Durante il viaggio, era tradizione portare con sè un pò di lenticchie da coltivare l’estate sull’altopiano. Le lenticchie di Rascino sono state per secoli una risorsa fondamentale degli abitanti della zona del Cicolano, ma non sono mai arrivate in modo sistematico al mercato. Le famiglie della zona hanno conservato il seme, tramandandolo di generazione in generazione, e oggi alcuni giovani hanno affiancato i coltivatori più anziani, creando un’associazione per tutelare questa antica varietà.

CHIACCHIETEGLI DI PRIVERNO

I Chiacchietegli sono una varietà di broccoletti indigena di Priverno, comune in provincia di Latina. Il nome Chiacchietegli è di tradizione agricola e deriva dalla modalità di raccolta simile alla scacchiatura, operazione che si effettua nella coltivazione della vite. La comunità agricola locale è la custode dei broccoletti di Priverno: i gustosi germogli sono di un bel colore viola e si conservano sott’olio o si mangiano freschi, in particolare, nella tradizionale zuppa di chiacchietegli. La sua coltivazione è a rischio di estinzione anche per via dell’età media dei produttori.

L’obiettivo del Presidio è di far conoscere e valorizzare questo ortaggio anche fuori dei confini locali per convincere nuovi produttori a riprendere la coltivazione e la conservazione sott’olio extravergine.

GIGLIETTI DI PALESTRINA E CASTEL SAN PIETRO ROMANO

Farina, zucchero e uova. Non serve altro per fare i giglietti, biscotti dagli ingredienti semplici che affondano le loro origini nella storia della nobilità romana, in particolare a quelle della famiglia Barberini, signori di Palestrina.

Nonostante la semplicità degli ingredienti e la breve cottura, la lavorazione del giglietto richiede una manualità particolare, tramandata da poche famiglie.

Ancora oggi alcuni forni di Palestrina e Castel San Pietro portano avanti questa tradizione amalgamando sapientemente i tre ingredienti e intrecciando pazientemente l’impasto per dare al biscotto la forma di giglio, un’arte che mantiene la forma perfetta durante la lieve cottura. Leggermente dorati, secchi

e fragranti, si conservano per un paio di settimane.

PASTA TERRE SANE

La cooperativa Terre Sane, si trova a Ripi nel cuore della Ciociaria, produce e lavora la pasta secondo l’antica tradizione della trafilatura a bronzo che, insieme all’elevata qualità dei Grani Antichi che coltiva e alla lenta essiccazione, assicura un prodotto buono, pulito e giusto. Ogni pacco di pasta Terre Sane subisce un processo di lavorazione contraddistinto dall’attenzione alla sostenibilità ambientale ed economica ed è affidato a professionisti che curano ogni fase del ciclo di vita del prodotto.

Ogni sacco contiene uno/due pacchi di pasta di vario format dal peso di 500gr. Tutte le paste sono di grano duro Senatore Cappelli macinato a pietra, sottoposte a trafilatura in bronzo e ad essiccazione lenta.

PANGIALLO DI RIANO

Il pangiallo si prepara a nord di Roma, intorno a Riano. Simile al panpepato, il pangiallo è più dolce. Si presenta come una piccola pagnotta che si prepara tradizionalmente intorno all’8 di dicembre per le festività natalizie e generalmente si conserva fino a Pasqua. Nella sua

versione tradizionale, il pangiallo si otteneva impastando la frutta secca, il cedro candito e il miele, utilizzato al tempo stesso con la funzione di dolcificante e di conservante. Il nome ‘pangiallo’ deriva dall’inconfondibile strato di pastella d’uova che ricopre l’impasto, creando una crosta dorata che conferisce lucentezza. 

Le origini del pangiallo sono legate alla Roma imperiale, quando era diffusa la tradizione di distribuire questi dolci durante la festa del solstizio d’inverno, in modo da favorire il ritorno del sole, rievocato dalla caratteristica copertura dorata del dolce. Oggi è possibile acquistare il prodotto presso alcuni forni locali. Trovarlo è ormai difficilissimo perché se una volta rappresentava il Natale di Roma ora è stato sostituito da altri dolci.

OLIO EVO COOPERATIVA COLLI ETRUSCHI

La cooperativa Colli Etruschi nasce nel 1965 all’interno dell’antico borgo etrusco di Blera su iniziativa di un gruppo di 18 olivicoltori. Il progetto, che attualmente condividono più di 330 soci, si propone di mantenere il più alto standard qualitativo, grazie all’anticipazione della raccolta ad ottobre tramite brucatura a mano di ogni singola cultivar, e la valorizzazione dei

prodotti autoctoni tramite la coltivazione di varietà locali quali Caninese, Frantoio e Leccino. Ampi alberi che respirano la brezza marina e affondano le radici nella scura terra vulcanica che conferisce sentori apprezzati da chef stellati, gourmet e consumatori, ricevendo numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali.

Ogni sacco contiene 1 bottiglia di olio da 50 cl.

CARCIOFINI DI PRIVERNO

Non carciofini qualunque. La loro produzione, prevede infatti una elaborata trasformazione, eseguita rigorosamente a mano. Ogni carciofo viene scardato e una volta ottenuto il cuore tenero – il “figlioletto” del carciofo – si lascia cuocere in aceto e vino con spicchi di limone biologico per impedire alle bucce di scurirsi. Una volta cotti, i carciofini si depositano all’interno dei barattoli, ricolmati di olio evo di cultivar itrana, affinché gli aromi tra olio e ortaggio possano scambiarsi reciprocamente. La produzione dei carciofini ha rappresentato un elemento di sussistenza importantissimo per l’economia della zona. Tuttavia, il lungo e delicato lavoro manuale è divenuto meno competitivo rispetto ai trasformati industriali.

L’azienda di Adriano Ficarola è tra le poche a Priverno che mantiene tale tradizione sin dal 1970 che seleziona lui stesso tra i piccoli agricoltori della zona.

Nel sacco troverete i suoi trasformati, in barattoli sott’olio da 270gr.

GUANCIAMIA

GuanciaMia è un guanciale, scotennato, arrotolato e insaccato in un budello di forma circolare. E’ speziato in modo particolare con una concia segreta, ottimo sul pane caldo o su una succulenta tagliata a fine cottura. E’ una delle idee originali del Salumificio Coccia Sesto, che tra tradizione ed innovazione hanno dato vita al primo guanciale a forma rotonda e non triangolare come quelli più comuni. Inoltre, è un prodotto a marchio registrato, ottenuto per tre motivi: la forma accattivante, la concia segreta e l’insaccato di maiali del nostro territorio.

Nel sacco troverete una confezione sottovuoto di GuanciaMia del peso di 500 gr ca.

OLEVANO ROMANO SUPERIORE FRESCO 2019

La tradizione vinicola di Olevano Romano, piccolo comune in provincia di Roma, ruota attorno al vitigno cesanese, un’uva rossa tradizionale che è difficile da coltivare a causa del lungo tempo di maturazione in vite. L’Olevano Romano Superiore Fresco è un vino in purezza (100% cesanese), le cui uve vengono raccolte a mano, fermentate in acciaio e poi lasciate maturare sei mesi, sempre in acciaio. E’ un vino di un bel un colore rosso rubino, al naso colpisce subito la freschezza accompagnata da u aroma fruttato e aromatico. Il produttore, Marco Antonelli, viene da una famiglia di vignaioli laziali, e fin da bambino è stato coinvolto nella vita di vigna, sporcandosi mani e piedi nelle distese di vite che colorano il paesaggio di Olevano Romano. Oggi, gestisce un vigneto storico con piante di età compresa tra i 50 e gli 85 anni, e la sua missione è quella di ridurre la capacità produttiva delle vigne per valorizzare la qualità del prodotto finale. Ne risulta un vino che cambia molto d’annata in annata, ma ideale per accompagnare i piatti della tradizione laziale, come zuppe, minestre, coniglio o il pollo arrosto.

LE NUVOLE 2019

Sempre dalla Cantina Marco Antonelli arriva il bianco Le Nuvole 2019, prodotto da un uvaggio multivarietale di Malvasia, Trebbiano e Ottonese che vengono coltivate in modo sparso nelle vigne di Olevano Romano dove il cesanese la fa da padrone. Negli ultimi anni, Marco Antonelli con la moglie Bianca hanno deciso di dare attenzione a questo uvaggio chiaro, sperimentando tecniche di raccolta e macerazione che risultano in un vino dal colore giallo dorato e dal sapore sapido e persistente. Le Nuvole è testimone dell’unicità della Cantina Antonelli, agente di innovazione nella realtà laziale ma con rispetto per l’ambiente e per la tradizione vinicola.

Questa dinamicità si ritrova in un vino dal sapore complesso e distinto, che evolve lungo la degustazione. Per queste caratteristiche è consigliabile consumarlo con pietanze ricche che possano tenergli testa, come antipasti e primi di terra.

PASSATA DI POMODORO

Quella che troverete nel sacco è la passata come una volta. Si ottiene attraverso il più classico e tradizionale dei procedimenti. Una volta raccolti e cotti i pomodori in piccole vasche, vengono passati a mano con un tritatore senza l’uso di macchinari industriali che altrimenti rischierebbero di surriscaldare il prodotto. La produzione è 100% biologica, senza l’aggiunta di concimi e antiparassitari chimici. Nell’azienda di Adriano Ficarola, infatti, si adotta la lotta integrata in agricoltura, una tecnica sostenibile e pulita che crea gli antagonisti naturali che permettono alla pianta di non essere attaccata dai parassiti. 

Una passata così, non può che essere eccezionale!